Blog di Studio di Psicologia abc

Blog di Studio di Psicologia abc

Info sul blog

In questo spazio condiviso, Studio abc vuole condividere con voi idee, opinioni e motivazioni riguardo eventi, iniziative ed interessi che lo studio intende portare avanti.

I commenti sono liberi e non necessitano di registrazione.

I commenti con contenuti non idonei saranno rimossi.

Grazie ad ognuno di voi che deciderà di portare il suo contributo.

Non dimenticare mai...di giocare!

Conosciamo i giochiPosted by Dott.ssa Valentina Spadoni Fri, March 03, 2017 14:34:15

IL GIOCO, UN ASPETTO DA NON SOTTOVALUTARE ANCHE NELLA VITA DEGLI ADULTI

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione” diceva il noto filosofo Platone.

Che sia forse questo il motivo per cui un adulto, a volte, si sente troppo “grande” per giocare?!

Il gioco ha la grande potenzialità, tra le tante che ha, di svelare parte di ciò che siamo, di rivelare parte della nostra persona, sia a noi stessi sia agli altri. Questo il motivo per cui nella clinica evolutiva il gioco è ampiamente studiato e analizzato. Peccato sia poco utilizzato nella clinica dell’adulto, il risultato sarebbe senza meno interessante.

Il gioco libero, quello “senza scopo di lucro” per intenderci, è anche il tipo di gioco che si manifesta nell’adulto con più rarità, quello di fronte a cui l’adulto spesso si ritrae a scapito purtroppo di altre modalità “ludiche”.

Giocare non significa MAI fare qualcosa di improduttivo ed inutile, a tutte le età.

Il gioco ha tante potenzialità nell'adulto:

- allenta le tensioni,

- stimola la creatività e le connessioni cerebrali,

- crea relazione,

- allena la flessibilità mentale,

- restituisce energia e voglia di vivere.

Il gioco diverte, rilassa e fa ridere.


Nello specifico i giochi di logica incuriosiscono e a volte sono dei veri rompi-capo, come per esempio Camouflage, un gioco di logica 6-99 anni.

I pesci nel mare e gli orsi sui ghiacci, questo è l’obiettivo del gioco, camuffare gli animali nel loro habitat. Il gioco presenta 48 livelli e 6 tesserine in plexiglass da combinare nel quadrato di gioco. Completare il gioco è davvero arduo, una bella sfida per grandi e bambini!

Il gioco aiuta la salute e lo pensiamo anche noi di Studio abc che nella nostra sala d'attesa, accanto a riviste e buona musica proponiamo ai nostri clienti di…giocare!


Le attese saranno più divertenti, salutari e meno noiose!

Grazie Naturgiocando Senigallia, al prossimo gioco!















  • Comments(0)//blog1.studiodipsicologiaabc.it/#post6

A proposito del Carnevale…cosa significa per i bambini travestirsi e mascherarsi, e perché è importante che lo facciano?

Conosciamo i giochiPosted by Dott.ssa Valentina Spadoni Wed, February 08, 2017 18:41:26

Rispondiamo alle curiosità di Naturgiocando Senigallia

Ammettiamolo…mascherarsi piace un po’ a tutti, grandi e piccini.

Avere la possibilità di vedersi in vesti diverse, sperimentarsi e fingersi altro da sé incuriosisce e stimola chiunque.

Il Carnevale è per eccellenza la festa della maschera, il momento in cui mascherarsi è lecito e concesso a tutti, soprattutto agli adulti in quanto in realtà ai bambini è concesso quasi sempre, a volte solo con qualche limite…

Questa corretta “concessione” è di fondamentale importanza ed ha un ruolo significativo nello sviluppo psicologico del bambino. I bambini infatti si mascherano spesso e il “vestito” se lo creano da sé.

I bambini sono naturalmente portati all’imitazione, che è anche la prima ed importante forma di apprendimento. I bambini fanno come gli altri, sia adulti sia bambini. Indossano le scarpe della mamma, il cappello del nonno oppure un mestolo diventa un microfono e il bambino diventa un cantante!
Carnevale o no, il principio è sempre lo stesso:

Cosa accade nel bambino quando si maschera?
E perché è importante che lo faccia?

Il bambino sta giocando, che di per sé è una situazione divertente e motivante e lo sta facendo assumendo il ruolo di un’altra persona: è il gioco di ruolo. Quando si traveste, il bambino indossa i panni dell’altro, della mamma o del nonno, di un animale, di un astronauta o di una principessa, tutto ciò stimola in loro la creatività, ma soprattutto l’empatia, una sensibilità fondamentale per entrare in relazione con gli altri in ogni momento, da lì in avanti della loro vita.

Assumere il ruolo di un’altra persona è un input ad avviare una nuova relazione, fondata su nuove regole e con diversi stili di comunicazione.
Tali situazioni sono senza meno arricchenti per il bambino, un'occasione importante per creare spazi di gioco e condivisione con l'adulto e con i coetanei, per tali motivi vanno in ogni modo sostenute ed incentivate…non solo a Carnevale.

Il potere della fantasia consente ai bambini di diventare (e sentirsi) un leone…indossando una sola maschera di carta…se ci riflettiamo, è semplicemente magnifico!





  • Comments(0)//blog1.studiodipsicologiaabc.it/#post4

Divertirsi in fattoria: un gioco che stimola tante abilità e divertenti occasioni di gioco tra adulto e bambino

Conosciamo i giochiPosted by Dott.ssa Valentina Spadoni Wed, January 25, 2017 15:31:30

Divertirsi in fattoria – Fun farm

Età : 2+

Il gioco consiste nel trasportare le biglie attraverso dei canali. Per fare ciò il bambino deve impugnare la bacchetta magnetica e guidare le biglie attraverso i canaletti nel labirinto-fattoria. Se il bambino non segue il canaletto, la forza attrattiva tra bacchetta e biglia viene meno, e la biglia non si muove o scappa.

Le biglie non escono dal gioco, sono protette da una copertura in plastica trasparente, il gioco è in sicurezza.

Modalità di gioco:

- ---Per il bambino poco esperto tenere il gioco in piano. Mettere il gioco su un piano inclinato quando il bambino ha acquisito maggiore destrezza. In questo caso l’inclinazione potrebbe rendere il gioco più difficile.

- ---Il gioco può essere svolto in autonomia o con la guida di un adulto. L’adulto può supportare il gioco mostrandosi come guida o con semplici suggerimenti. Ad esempio “Ora portiamo tutte le biglie nella gallina/nella fattoria” o “Ora ci alterniamo, una biglia la porto io, e una la porti te”.

Il gioco si offre come stimolo per :

- l’avvio alla lateralizzazione (uso preferenziale di un emicorpo rispetto all’altro). La lateralizzazione si avvia nei primi mesi di vita e si conclude verso i 6-8 anni. Verso i 2-3 anni è possibile che il bambino sia ancora in una fase di studio, è possibile quindi osservare un bambino che si passa la bacchetta da una mano all’altra, se osserviamo ciò significa che il bambino sta facendo dei tentativi per capire con quale mano è più abile, lasciamolo fare senza pressioni.

- l’avvio ad una corretta impugnatura, che ricordiamo è quella a 3 dita. Se il bambino impugna male, piuttosto che correggerlo a parole, mostrarsi come esempio e sostenere il bambino a fare uguale.

- Potenziamento della coordinazione oculo-manuale. Il bambino deve seguire con gli occhi il canaletto e contemporaneamente muovere la bacchetta con la mano.

- Potenziamento del vocabolario di suoni e parole. Il gioco si svolge in una fattoria, ci sono tre animali: una gallina, un maialino ed una mucca. Si può ampliare il vocabolario del bambino sostenendo la pronuncia dei versi degli animali o del nome degli animali. Il gioco cattura l’attenzione anche per la vivacità dei colori, i quali possono essere nominati, cercati e individuati dal bambino.

- Potenziamento dell’orientamento spaziale. Il genitore potrebbe sostenere gli spostamenti indicando la direzione su/giù, destra/sinistra, diritto/obliquo, verticale/orizzontale. Quando il bambino sarà più grande potrà eseguire il gioco ad occhi bendati, muovendo la bacchetta mentre ascolta i suggerimenti di un adulto o viceversa, potrà anche essere l’adulto a svolgere il gioco su indicazione del bambino.

BUON DIVERTIMENTO!



  • Comments(0)//blog1.studiodipsicologiaabc.it/#post3

Naturgiocando Senigallia:una piacevole scoperta

Conosciamo i giochiPosted by Dott.ssa Valentina Spadoni Sun, January 15, 2017 22:29:18

Al via la collaborazione tra Studio di Psicologia abc e Naturgiocando Senigallia; entrambe nuove realtà locali, entrambe accomunate dall’interesse verso il benessere dei più piccoli e delle loro famiglie.

L’idea di questa alleanza nasce dalla volontà, reciproca, di conoscere e condividere quali siano le abilità che un gioco può sollecitare in un bambino e soprattutto sostenere al meglio la relazione adulto-bambino. Questo perché è bene ricordare che un bambino apprende nella relazione. Offrire all’adulto suggerimenti, conoscenze e strategie per relazionarsi in maniera proficua con il bambino attraverso il gioco, rende lo stesso gioco strumento elettivo di crescita, conoscenza e apprendimento nonché occasione per eccellenza di scambio e relazione. Un gioco per un bambino non è un semplice passatempo e solo divertimento, è un “lavoro” se vogliamo citare Maria Montessori, ispiratrice anche della selezione di giochi di Naturgiocando.

Donare un gioco significa donare esperienza e conoscenza...donare un gioco è un atto d’amore.

Continuate a seguirci, a presto!

Studio di Psicologia abc

Naturgiocando Senigallia





  • Comments(0)//blog1.studiodipsicologiaabc.it/#post1