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Le condizioni del gioco di relazione nel bebè

PsicomotricitàPosted by Dott.ssa Valentina Campetelli Sun, January 20, 2019 23:05:15


Il gioco del bebè non è sempre un gioco relazionale, e certamente è differente dal gioco del bambino. In questa fase della vita, tuttavia, si pongono le basi per il gioco di relazione e inter-soggettivo più maturo.
Bernard Golse, neuropsichiatra infantile e psicoanalista, docente di psichiatria infantile e dell'adolescenza all'Università Paris-Descartes (Paris V), autore di scritti importanti sulla primissima infanzia e sullo sviluppo psichico nelle fasi precoci di vita, spiega quali sono le condizioni del GIOCO RELAZIONALE NEL BEBE'.

1. La MALLEABILITA' dell'altro

... che restituisce al bambino la sensazione profonda di poter "toccare" e modificare l'adulto attraverso le sue azioni e l'interazione, di poter "lasciare una traccia". Ciò crea una base sicura e un sentimento di auto-efficacia e costituisce il punto di partenza fondamentale per il futuro processo di differenziazione.


2. La NARRATIVITA' dell'altro

Non c'è esperienza possibile di gioco-insieme senza condivisione di piacere. Quando l'adulto traduce in parole ciò che il bambino esprime a livello corporeo ("hai fame", "forse hai freddo", "hai sonno"...) o accompagna le sue azioni con la narrazione, il suo racconto ha senso per il bambino solo in un clima di piacere.
I primi giochi e scambi comunicativi tra adulto e bambino, quindi, sono "gioco" solo se veicolano una carica affettiva ed emozionale di piacere condiviso.


3. Il SIMILE e NON SIMILE dell'altro

Nel gioco il bebè comincia a scoprire l'altro. All'inizio è importante che l'adulto sia empatico e si comporti come un "molto simile" al bambino, sintonizzandosi sulle sue modalità e sui suoi ritmi comunicativi.
E' altrettanto importante, però, che introduca piccole differenze, scarti e asimmetrie, variando gradualmente le dinamiche, per favorire il cammino verso il gioco relazionale e l'inter-soggettività.

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